Indice dei contenuti
- Quarto anno di attività da freelance: il mio viaggio (fin qui)
- Ho scoperto che uscire dalla mentalità da dipendente è molto più lungo di quanto pensassi.
- Lavorando con altre professioniste ho avuto una rivelazione potente: molte di loro stanno vivendo le stesse identiche domande che avevo io all’inizio della mia attività come consulente.
- voglio aiutare le professioniste con cui lavoro a rispondere a queste domande, attraverso la mia attività come mentor.
- aiutare le dipendenti che lo desiderano a diventare libere professioniste, attraverso la mia attività come mentor e consulente.Fornire una mappa. Strumenti per la gestione del tempo, l’organizzazione, la pianificazione. Business plan, missione, visione.
Quarto anno di attività da freelance: il mio viaggio (fin qui)
Non mi sembra vero.
Sono già al quarto anno della mia attività.
Se mi fermo un attimo a guardarmi indietro, mi viene da sorridere. E anche da respirare più a fondo.
Questo quarto anno è stato un anno di passaggi, di soglie attraversate, di consapevolezze arrivate piano. Provo a raccontarlo, come viene.
Ad aprile è iniziata ufficialmente la mia vita da freelance, anzi da slash worker.
Continuo a fare la consulente discografica, perché amo il mio lavoro, e finalmente dedico mente e corpo alla mia attività come mentor e consulente per metà delle mie ore settimanali.
È stato come dire: ok, adesso ci sei davvero. Non solo come idea, ma come spazio reale nella mia vita.
E qui è arrivata la prima grande prova.
Ho scoperto che uscire dalla mentalità da dipendente è molto più lungo di quanto pensassi.
Forse perché sono una tipica Millennial affacciatasi al mondo del lavoro dopo la crisi del 2008. Una di quelle che ha collezionato stage non pagati, contratti co.co.co, co.co.pro, tempo determinato, tempo indeterminato post legge Renzi, stipendi da fame.
Ho iniziato a lavorare nel 2007 (babysitter e ripetizioni escluse, quelle sono iniziate a 16 anni). Dopo 17 anni credo sia normale prendersi del tempo per ricalibrarsi.
Nel frattempo ho continuato a investire nella mia attività da freelance.
Libri, corsi, materiali. Ma soprattutto ho finalmente capito in cosa è davvero necessario investire, anche in termini di tempo, e cosa invece crea solo rumore, confusione, dispersione.
Lavorando con altre professioniste ho avuto una rivelazione potente: molte di loro stanno vivendo le stesse identiche domande che avevo io all’inizio della mia attività come consulente.
Da dove parto?
Quali corsi seguo?
Di chi mi posso fidare?
Da qui sono nate due conclusioni che oggi sento profondamente mie e che voglio continuare a condividere:
– guardare sempre i CV: da chi sto acquistando un corso? che formazione ha?
– senza un piano, senza obiettivi, senza un business plan e una ricerca di mercato, fare qualsiasi cosa è inutile. Li hai? Li sai creare?
E a un certo punto è diventato chiaro:
voglio aiutare le professioniste con cui lavoro a rispondere a queste domande, attraverso la mia attività come mentor.
Mi sono presa tempo. Tempo vero.
Mattine lente, una tazza di tè verde al gelsomino fumante, silenzio.
Studio, scrittura, pensiero. Non sono mai stata tanto bene.
La mia mente fiorisce, nascono nuovi boccioli. Mi sento primavera.
E qui ho capito qual è il senso profondo di tutto questo.
Voglio aiutare più persone possibili a sentirsi così.
Ad avere un sentiero da seguire.
Ad uscire dall’inverno, dal grigio.
Il verde brillante degli alberi in fiore è qui.
Quest’anno ho anche iniziato le collaborazioni con le aziende, portando il mio lavoro di consulenza e mentoring sulla gestione del tempo.
Ho proposto il mio workshop e ho trovato team curiosi, disponibili, coinvolti.
Si sono creati momenti di confronto intensi. E sane risate.
Era esattamente quello che volevo: dopo anni di formazione ricevuta da dipendente, ho creato qualcosa di nuovo, differente, vivo.
Obiettivo per il prossimo anno: far conoscere a più aziende la formazione finanziata e il mio lavoro come consulente.
Ho partecipato a eventi che sognavo da tempo, come il Marketers World a Rimini.
Formativo, stimolante, divertente.
Poter partecipare agli eventi era uno dei miei sogni da freelance.
E l’ho realizzato.
Non ho più ferie o permessi da chiedere. Decido io.
Ho creato un evento live per la Giornata Mondiale della Gentilezza.
Le collaborazioni mi piacciono, mi nutrono. Voglio farne di più.
E poi c’è l’altra faccia del viaggio.
Quella in cui mi sembra di non fare mai abbastanza.
Mi confronto, mi sento indietro, mi chiedo cosa sbaglio.
Poi mi ricordo che ogni persona fa il suo personalissimo viaggio e che ogni tappa è necessaria.
Mi guardo indietro.
La mia Accademia.
I progetti creati.
La newsletter.
Il blog.
La presenza online.
Respiro. Mi fermo.
Sì. Io faccio abbastanza.
Questo è il mio percorso. E va bene così.
Per il 2025 ho un desiderio chiaro:
aiutare le dipendenti che lo desiderano a diventare libere professioniste, attraverso la mia attività come mentor e consulente.Fornire una mappa. Strumenti per la gestione del tempo, l’organizzazione, la pianificazione. Business plan, missione, visione.
Un sentiero gentile, ma solido.
E intanto continuo a seminare gentilezza…
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