Giulia Di Lellis
Think Partner & Stratega per Business Sostenibili

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✨ Riflessioni di fine anno: 2021

Riflessioni di fine anno: quando senti che è tempo di cambiare

Hai mai avuto la sensazione di leggere qualcosa e pensare:
“Wow, sembra di leggere la mia storia”?

A me è capitato.
Ed è da lì che nasce questo spazio.

Un po’ per guardarmi indietro, un po’ per guardare avanti, un po’ per cercare compagne e compagni d’avventura, ho sentito il bisogno di fermarmi e mettere nero su bianco alcune riflessioni di fine anno.

Qui non troverai certezze assolute né risposte definitive.
Troverai pensieri. Suggestioni sparse. Spunti.

Se stai pensando di cambiare qualcosa nella tua vita (lavoro, direzione, ritmo) potresti ritrovarti in queste parole.

Partiamo dalle basi.
Chi sono? Dove mi trovo?

Nella pagina Chi sono provo a rispondere a queste domande: è un misto tra biografia e curriculum, tra ciò che ho fatto e ciò che sono diventata strada facendo.
Qui, invece, voglio raccontarti cosa è successo dentro.

Quest’anno ho capito una cosa molto chiara, anche se non semplice da accettare: devo cambiare qualcosa.

Non è stata un’illuminazione improvvisa.
È stato un lento accumularsi di segnali, sensazioni, domande rimandate troppo a lungo.

Il mio istinto, quello che quando lo ignori si fa sempre più rumoroso, mi diceva che dovevo diventare libera professionista, imprenditrice.


Che dovevo prendermi la responsabilità del mio tempo, delle mie energie, delle mie priorità.

E allora ho iniziato a farmi delle domande. Quelle vere.

Lanciare un business: cosa significa davvero?
Avere un’idea è già un punto di partenza, certo. E la mia idea era (ed è) molto chiara: credo nel valore del tempo, perché non è recuperabile ed è preziosissimo.

Ma un’idea, da sola, non basta.

Mi sono chiesta: dopo l’idea, come la trasformo in una missione?

La risposta è arrivata mettendo insieme ciò che sentivo e ciò che vedevo nelle persone intorno a me.


Voglio aiutare più persone possibili a fare il miglior uso possibile del proprio tempo, secondo i loro desideri e i loro obiettivi.
Voglio eliminare frustrazione e stress.
Voglio ascoltare con gentilezza ed empatia.
E offrire soluzioni realistiche, leggere, che possano davvero durare nel tempo.

E poi è arrivata la domanda successiva, forse la più grande: ora che ho una missione, qual è la mia visione?

Desidero che il mio metodo,  quello che oggi chiamo Organizzazione Gentile, possa arrivare a più persone possibili nella sua forma più semplice, accessibile, concreta.
Voglio che si crei una consapevolezza profonda del valore del tempo e della vita, in una accezione semplice, quotidiana, laica.

È così che tutto ha iniziato a prendere forma.

Così è nata Organizzazione Gentile.

Ho capito che volevo creare qualcosa per le persone.
Il mio metodo doveva diventare un servizio, qualcosa che potesse davvero accompagnare, sostenere, guidare.

Ho sentito anche il bisogno di studiare ancora.
Di investire in formazione aggiuntiva.
Voglio offrire il maggior valore possibile sul mercato italiano, informazioni complete, solide, oneste, a chi sceglierà di lavorare con me per migliorare la propria gestione del tempo.

Il mio sito è diventato la mia casa.
Una casa con le porte aperte a chi sente il bisogno di una gestione del tempo più consapevole.
A chi sogna una vita migliore, una vita piena di significato.
A chi vuole lasciare fuori il grigiore di una vita monotona e iniziare, o ritrovare, una vita arcobaleno.

E poi c’è un altro pezzo, forse il più delicato.

Voglio creare qualcosa di mio perché la vita in azienda, a un certo punto, mi è andata stretta.
Non per rabbia, non per rifiuto.
Ma perché sento di potercela fare.

Per ora studio il terreno, getto le fondamenta.
Amo il mio lavoro, ma voglio qualcosa di più.
Voglio essere indipendente.
Voglio gestire io il mio tempo e le mie priorità.
Voglio che le mie energie siano dedicate a me, non al progetto di qualcun altro.

E voglio essere un esempio per mio figlio.
Voglio che sappia che si può credere nei propri sogni. Anche quando fa paura.

E allora la domanda resta aperta, sospesa, viva:

come andrà il 2022?

Non lo so ancora.
Ma so che sto camminando nella direzione giusta.

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