Giulia Di Lellis
Think Partner & Stratega per Business Sostenibili

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Elisa Agresti: l’AI non sostituisce, amplifica

Ero diventata un robot io stessa Elisa Agresti

C’è un momento preciso in cui Elisa Agresti racconta di essersi resa conto, nel pieno del burnout del 2024, di essere diventata quasi un robot lei stessa. Ironico, per una persona che oggi lavora ogni giorno perché le altre persone non si facciano sostituire dall’AI. Quella frase è diventata il titolo di questo episodio.

La risposta di Elisa Agresti, AI strategist e consulente per l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi di lavoratorə freelance e solopreneur, parte da lì e arriva molto più lontano.

Lo switch

Elisa non descrive un momento in cui ha capito di usare l’AI male. Descrive qualcosa di più scomodo: il momento in cui ha capito quante opportunità stava perdendo usandola poco e a caso. Guardando il mercato americano, molto più avanti nell’adozione, si è resa conto che scrivere un prompt in una chat era un utilizzo misero rispetto a quello che l’intelligenza artificiale poteva davvero fare per il suo lavoro.

Da lì è nato Sirio: prima una mascotte, poi (sono parole sue) “letteralmente tutto il mio brain”. Un bot collegato a Slack che gestisce reminder e comunicazioni automatiche, lasciandole la parte che conta: la strategia con lə clienti.

Il cervello giusto, il sistema sbagliato

La diagnosi di ADHD è arrivata tardi. Troppo tardi, dice lei stessa: le avrebbe risparmiato anni passati a sentirsi sbagliata per routine che iniziavano il lunedì e finivano il mercoledì. Quando è arrivata, è coincisa con un cambio di posizionamento: capire che il problema non era il suo cervello, ma i sistemi rigidi che stava cercando di forzarci dentro.

Da lì il salto è stato naturale: se lei aveva bisogno di sistemi su misura per i propri livelli di energia, lo stesso valeva per lə clienti. Niente più metodo standard buono per tuttə: personalizzazione in base a come ognunə gestisce il proprio tempo, il proprio business, la propria comunicazione.

Prima il sistema, poi l’AI

Questo è il principio che guida il suo lavoro, e che spiega spesso a chi arriva convintə che basti l’intelligenza artificiale a risolvere tutto: se non hai chiaro tu come funziona il tuo sistema, come può l’AI ottimizzarlo?

È come, dice Elisa, provare a cucinare una ricetta senza avere idea del piatto finale. L’AI non può leggerti nella mente e decidere lei cosa fare: prima l’analisi, i flussi, le cose ripetitive. Poi la delega, graduale: totale in alcuni punti, parziale in altri, e una parte che resta sempre e solo tua.

quando questo non passa, Elisa lo dice chiaramente: non è la persona giusta per lavorare con lei.

La stanza chiusa

Da settembre dell’anno scorso, il servizio di Elisa non è più (o non è più solo) comunicazione. Ma per mesi ha tenuto questa evoluzione chiusa in una stanza, per paura: non di agire, ma di raccontare quello che già stava facendo.

Temeva di perdere la propria identità agli occhi di chi la conosceva già come “quella della comunicazione”. Il risultato è stato perdere clienti che sarebbero potutə lavorare con lei e invece sono finitə altrove, spesso senza trovarsi bene. Il costo del non raccontarsi è stato più alto della paura stessa.

Diventare un robot

Il burnout, dice Elisa, è iniziato già a fine 2022. Il 2024 è stato il punto più basso: un loop di lavoro per clienti e agenzie, la paura costante di deludere, e nessuna percezione di quanto la sua salute (fisica e mentale) ne stesse pagando il prezzo.

È lì che è arrivata la frase che dà il titolo all’episodio: pur di mantenere gli standard promessi, si era annullata al punto da diventare quasi un robot dentro il proprio stesso lavoro. Paradossalmente, l’AI è stata parte della via d’uscita, non della causa: uno strumento per riprendersi il tempo, non per sparire dentro di esso.

Il consiglio a Elisa di dieci anni fa

Alla domanda su cosa direbbe oggi all’Elisa di dieci anni fa, la risposta non è una formula. È che tutto passa, che capirà cosa vuole fare, che le strade cambieranno molte volte. E che quella fragilità che pensa di avere è, in realtà, la stessa forza d’animo che la porterà esattamente dove vuole essere.

📷 Trovi Elisa su Instagram @elisa_aisocialstrategist e su LinkedIn


    

🎧 Ascolta l’episodio completo su Spotify: Ero diventata un robot io stessa con Elisa Agresti  a questo link.

    
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